giovedì 21 agosto 2008

Mistero di Vegard

Oggi, rispondendo ad un commento su un film veramente imbarazzante (Prima dell'Apocalisse), una troiata cristiano evangelica fondamentalista (tranquilli, poi ne parlerò), mi son posto una domanda riguardo il "Mistero della Fede [cristiano-cattolica]".
Mi viene da pensare, cioè, un credente crede perchè ha fede, crede in cose indimostrabili ed improvabili, perchè ha fede, ma che cristo significa? Vediamo la miglior risposta di Yahooo Answers:
Con l'espressione "Mistero della Fede" durante la celebrazione eucaristica (Messa) viene indicata la consacrazione del pane e del vino che diventano corpo e sangue Cristo.
Questo è il vero mistero della fede cristiana, cioè come sia possibile che un pezzo di pane azimo diventi corpo di Cristo e del vino si trasformi in sangue.
Ovviamente è una questione di fede, di conseguenza non dimostrabile scientificamente. Quindi evitiamo attacchi ridicoli a questa cosa.
Di attacchi, più o meno ridicoli ne avrei a tonnellate, partendo dalla C di cannibalismo e finendo con la S di stronzate, ovviamente passando per la C di Concilio di Nicea. Hey, abbiamo imparato una parolona nuova, "Concilio di Nicea" cos'è stato? Una rapida ricerca su Google per i più sfaticati ed ecco un nuovo copia/incolla direttamente da wikipedia. Il link porta alla pagina originale.
Il Primo concilio di Nicea è stato il primo concilio ecumenico del mondo cristiano, secondo la prassi del Concilio di Gerusalemme di età apostolica. Convocato (e presieduto) dall'imperatore Costantino I, preoccupato dalle dispute tra cristiani che stavano minacciando l'unità dell'impero, ebbe inizio il 20 maggio del 325; i partecipanti provenivano in maggioranza della parte orientale dell'Impero.

Lo scopo del concilio era quello di rimuovere le divergenze nella Chiesa di Alessandria, e stabilire la natura di Cristo in relazione al Padre; in particolare, stabilire se il Figlio fosse della stessa ousìa, o sostanza del Padre. Questo in quanto il Sinodo di Alessandria del 321, convocato da Alessandro, vescovo di Alessandria, pur concludendosi con la scomunica del presbitero Ario non ne aveva fermato la sua attività propagandistica. Infatti Ario, rifugiatosi in Palestina presso il suo antico compagno di scuola, l'influente Eusebio di Nicomedia, creò un centro per l'arianesimo.

Un'ulteriore decisione del concilio fu stabilire una data per la Pasqua, la festa principale della Chiesa. Il concilio stabilì che la Pasqua si festeggiasse la prima domenica dopo il plenilunio successivo all'equinozio di primavera, in modo quindi indipendente dalla Pasqua ebraica, stabilita in base al calendario ebraico. Il Vescovo di Alessandria (probabilmente usando il calendario copto) avrebbe d'allora in avanti stabilito la data e l'avrebbe poi comunicata agli altri vescovi.

Con il Concilio Costantino auspicava che fosse chiarito, una volta per tutte, un dogma (verità di fede) riguardo a una diatriba sorta in un primo momento intorno ad una questione cristologica, ma le cui conseguenti lacerazioni teologiche avevano effetto anche sulla pace dell'impero, di cui egli si riteneva il custode.

Siccome la disputa ariana nacque e coinvolse le chiese d'Oriente, di lingua greca, la rappresentanza latina al concilio fu ridotta: il papa Silvestro fu rappresentato da due preti (questa prassi divenne costante anche nei concili successivi). Più in generale, i 318 ecclesiastici presenti (il numero non è certo) erano tutti orientali tranne quattro europei e un africano: Marco di Calabria dall'Italia, Cecilio di Cartagine dall'Africa, Osio di Cordova dalla Spagna, Nicasio di Digione dalla Gallia, Domnus di Stridon dalla provincia danubiana.

Il Concilio fu tenuto presso il palazzo imperiale, e gli ecclesiastici furono spesati nel viaggio come se fossero stati funzionari di stato. Il discorso inaugurale fu tenuto da Costantino, al quale stava a cuore l'unità dei sudditi; il documento conclusivo venne firmato prima dal rappresentante imperiale Osio di Cordova, e poi dai rappresentanti del papa. Nonostante la presenza di Ario e soprattutto di Eusebio di Nicomedia (tanto in confidenza con l'imperatore che lo battezzò in punto di morte), la maggioranza fu contraria alle loro idee. Infatti il comportamento dei due, per nulla conciliante, indispose la fazione moderata che votò contro di loro.

Il clima conciliare niceno fu a dir poco turbolento; il dibattito sulle tesi di Ario degenerò a tal punto che Nicola di Mira prese a schiaffi l'eresiarca.
Per cui, fatemi capire, la maggior parte delle troiate, messa, eucarestia, pasqua, e chi più ne ha più ne metta, nelle quali credono i Cristiani son state inventate a tavolino per evitare il crollo dell'Impero? Fantastico. Meno male che credo nel grasso Dio Pagano Vargas, almeno la sua esistenza non è provata e lui in persona insiste riguardo l'anonimato. Il Potente e Panciuto Vargas ama farsi i cazzi suoi, invocatelo a vostro rischio e pericolo... bah.
Alla luce di questo dico vabbè, ma a me che importa, io non sono cristiano, non credo in un dio del genere e bestemmio la madonna. A tal proposito, non mi stancherò mai di ripetere quello che segue:
Sentenza Corte Costituzionale n. 440 del 18 ottobre 1995

«Bestemmia: illegittimità costituzionale dell'articolo 724, comma primo, del codice penale»
REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE COSTITUZIONALE
composta dai signori:


Presidente - Prof. Vincenzo CAIANIELLO
Giudice - Avv. Mauro FERRI
Giudice - Prof. Luigi MENGONI
Giudice - Prof. Enzo CHELI
Giudice - Dott. Renato GRANATA
Giudice - Prof. Giuliano VASSALLI
Giudice - Prof. Francesco GUIZZI
Giudice - Prof. Cesare MIRABELLI
Giudice - Prof. Fernando SANTOSUOSSO
Giudice - Avv. Massimo VARI
Giudice - Dott. Cesare RUPERTO
Giudice - Dott. Riccardo CHIEPPA
Giudice - Prof. Gustavo ZAGREBELSKY


LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 724, primo comma, del codice penale, limitatamente alle parole: «o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello Stato».

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 18 ottobre 1995.

Depositata in cancelleria il 18/10/1995.
Continuiamo, ho accennato all'inizio di questo post (piuttosto confuso e delirante me ne rendo conto, non riesco a dormire e non fumo da tempo... ma a quest'ultima cosa posso provvedere) ad un film, "Prima dell'Apocalisse". L'adattamento cinematografico dei primi due (in una serie di 10) libri della saga Cristiano Evangelica "Left Behind". Una troiata inguardabile, recitazione al limite della passabilità, sceneggiatura scritta da qualche chierichetto prono sull'altare (per cui zoppicante, mammamia che allusioni velate), una fotografia disgustosa, personaggi caratterizzati malissimo, praticamente ne vedete venti minuti ed iniziate a parteggiare istantaneamente per l'Anticristo, senza se e senza ma. Tra l'altro non fa nemmeno ridere, è solo brutto. Calcolate che io ho letto i primi quattro romanzi, si, a volte sono particolarmente stordito, c'ho messo un po' a capire dove cribbio andavano a parare. Son fottuti libri di propaganda cattocomunista!
Bene, recensisco, per modo di dire, questa ciofeca ed ecco che i soliti cattocomunisti scinuniti attaccano, uno addirittura rifiuta la teoria dell'evoluzionismo darwiniano a favore del creazionismo. Pensavo che nel duemilaeotto, quasi quemilaenove, questa gente fosse (a causa dell'età) estinta. E invece no, siamo ancora pervasi da poveracci che, come i comunisti, non essendo in grado di crearsi un Dio personale che li soddisfi, che li mondi da qualsiasi tipo di peccato, che sia un buon compagno di sbronze, dicevo, questi icapaci hanno bisogno che qualcuno gli dica addirittura in cosa credere. Loro credono nel Mistero della Fede...

Sapete che vi dico, mandatemi tutti cento euro al mese a testa, perchè?

Mistero di Vegard!

Send in the Clowns


Rieccomi a voi dopo un mesetto di pausa (a massacrare cretini con COD4) per colpa dello scazzo causato dall'impossibilità di comunicare con la massa di ritardati mentali che popolano la "blogsfera" (che parolone molto catto-comunista...). Gli argomenti che andremo qui ad affrontare scateneranno (spero) la vostra ilarità. Mi riferisco a quel bel paio di articoli, di giornali notoriamente super partes che piegano ai loro intenti l'informazione, ovvero, i fatti. Ma bando alle ciance, andiamo ad incominciare, si alzi il sipario, entrino gli orsi, i nani e le ballerine.

I nani:
Quotidiano.net - Tolto alla madre perché comunista. Un caso montato da mio padre
"Mio padre ha preso spunto dalla mia tessera di giovane comunista per sostenere che mia madre non è in grado di badare a me, perchè i comunisti sono un gruppo di persone che portano i figli su una brutta strada". Rompe il silenzio e difende la madre il sedicenne che il tribunale ha affidato al padre su provvedimento della prima sezione civile del Tribunale di Catania con un provvedimento che nelle motivazioni cita l'iscrizione del minore al circolo Tienanmen dei Giovani comunisti".
Le ballerine:
L'Unità - L' avvocato: «Sconcertante. Il ragazzo rischia l'internamento in comunità»
Nonostante il figlio si sia sottoposto al drug test proprio per dimostrare al padre che non si drogava, il rapporto dei servizi sociali accusa il giovane «di frequentare luoghi dove si fa uso di sostanze psicotrope ed alcool». E il più «estremista» di questi luoghi, a dire dal rapporto, è proprio il circolo studentesco di Rifondazione Comunista “Tienammen”. Strana coincidenza. Perché anche il padre, secondo le dichiarazioni rilasciate dal figlio alla stampa, «odia i comunisti e pensa che se uno sia comunista faccia uso di droghe e sia uno sbandato». Come dire, se fosse un gioco di strategia lo slogan potrebbe essere: “come passare dal pregiudizio di un genitore al giudizio di un tribunale in poche mosse”.

Altro aspetto sconcertante dell’ordinanza è la totale mancanza di motivazioni reali che hanno portato all’esclusione della madre dall’affidamento. «Al primo posto il provvedimento riporta la posizione lavorativa della donna – dice l’ avvocato -. La signora è medico e nell’ordinanza c’è scritto che lavorando la notte non può badare in maniera adeguata al figlio. In più – dice Giarrusso – e questo è l’aspetto più inquietante, viene contestato alla madre che una volta ha portato il figlio a donare il sangue. Questo per il giudice – continua l’avvocato - sarebbe un gesto “non moralmente sano” per il giovane». «Aspetteremo le relazioni del giudice – conclude il legale - e chiederemo la revoca del provvedimento».
A parte il fatto che non posso fare altro che dirmi d'accordo con il genitore, partendo dal presupposto che sia vero, beh, non ci vedo nulla di male, quale padre sano di mente vorrebbe vedere il proprio figlio frequentare postacci insalubri ad un'età così delicata, poi magari gli prende lo strano vizietto dei Vendola e degli Scanio del caso, certo, certe pulsioni sono [a mio avviso] più giustificabili rispetto la tessera di un centro sociale, ma che volete farci... this is "L'Unità" il giornale dei DS.

Gli orsi:
La Repubblica - Sedicenne tolto alla madre perché milita in Rifondazione.
Gli dicono che somiglia a Scamarcio, l'attore. A sedici anni, fa piacere. Ma ha promesso che oggi si taglia i capelli arruffati e magari non lo bollano più come comunista. Circolo Tienanmen, tessera dei Giovani comunisti, trovata dal padre, fotocopiata dai servizi sociali, allegata all'ordinanza del Tribunale di Catania, prima sezione civile, per dimostrare nella causa di affido che la madre non sa badare all'educazione del ragazzo il quale ha "la tessera d'iscrizione a un gruppo di estremisti".

Quindi, M. P. - che preferisce non essere citato con il suo nome, visto che lui, ragazzo esuberante, lo conoscono un po' tutti a Catania - è stato di fatto accusato di essere comunista rifondarolo, uno che frequenta "luoghi di ritrovo giovanili dove è diffuso l'uso di sostanze alcoliche e psicotrope", dove cioè c'è il sospetto che si bevano birre e si fumino spinelli. Nel giudizio degli assistenti sociali, le cose stanno pure peggio perché i comunisti sono "estremisti, il segretario del circolo è un maggiorenne che pare abbia provveduto a convincere all'iscrizione e all'attivismo altri ragazzi", tra cui l'amico del cuore del sedicenne, anche lui una testa matta che lo trascina nella vita "senza regole". Non è l'unica ragione, ovvio, per far pendere la bilancia della contesa sull'affido dalla parte paterna, ma la militanza comunista è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. M. P. è stato tolto alla madre e ora assegnato al padre, insieme al fratello più piccolo.
Ed ora, gli unici poveracci che si son presi la briga di intervistare il magistrato autore dell'innovativa condanna:
Guidasicilia.it - Me lo ha fatto diventare comunista...
Uscita la notizia il presidente della prima sezione civile del Tribunale di Catania, Massimo Escher, ha però voluto fare alcune puntualizzazioni: "Nel mio provvedimento non esistono riferimenti diretti o indiretti all'appartenenza del ragazzo ad alcun partito o circolo. Non ho mai citato il Prc, né parlato di una sua militanza comunista. Non capisco come si possa montare una cosa simile".
Nell'ordinanza di due pagine il magistrato fa cenno alla relazione redatta dall'Unità Operativa di Neuropsichiatria della Usl3 di Tremestieri Etneo "laddove - scrive - si segnalano le carenze genitoriali della madre dei due minorenni e la vita 'sregolata' del 16enne". Nel provvedimento il giudice esemplifica citando "l'irregolare frequenza scolastica, i mancati rientri a casa, seppure con il beneplacito materno e la frequentazione di luoghi giovanili ove è diffuso l'uso di sostanze alcoliche e psicotrope".
"Dove è il cenno a Rifondazione?", si chiede il magistrato. "I luoghi a cui si fa riferimento potrebbero essere bar, discoteche. L'affido condiviso del ragazzo in questo caso è stato escluso perché la madre aveva difficoltà a gestire il figlio".
Ora uno potrebbe dire, va bene, fattaccio risolto, il solito cumulo di spazzatura dei soliti giornali di partito, quand'ecco che un fantasmone del panorama politico che si reputa grande statista, si si, avete indovinato, quello che voleva portare qui la salma di Lenin (io lo userei in taverna come portasigari, il Lenin dico). Quel gran geniaccio del Diliberto!

Send in the clowns:
Oliviero Diliberto: "Da quando siamo fuorilegge?" - "I comunisti sono un'organizzazione estremista solo perché fuori dal Parlamento? Ci vogliono fuori legge?". A chiederlo è il segretario del Pdci Oliviero Diliberto, commentando la vicenda del ragazzo siciliano non affidato alla madre perchè appartenente a Rifondazione comunista.
"Appartenere a un partito Comunista è motivo così disdicevole per un ragazzo tanto da accusare la madre e non fargli avere l'affidamento del figlio?", aggiunge Diliberto riferendosi al fatto che i servizi sociali si sarebbero pronunciati contro l'affidamento del ragazzo alla madre perché comunista. "Noi non siamo in Parlamento, ma siamo nel Paese a difendere i deboli e chi non ha voce", conclude il segretario del Pdc.
Che dire, si. Siete fuori dal parlamento e se tutto va come deve andare non ci tornerete mai più, dovrete trovarvi un lavoro per non crepare di fame, beh, allora non trovatevelo. Tornando a noi, ecco che anche il nostro pagliaccio dimostra di non aver capito un beneamato. Ormai si sa, 'sta gente parla perché ha la bocca.

MAGARI I GIUDICI CONDANNASSERO I COMUNISTI... MAGARI...
MA IL GIORNO VERRA'...