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martedì 13 aprile 2010

Mangiapane a tradimento


ADRO (Brescia) — «Io non ci sto. Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani». Un imprenditore che lavora nel settore informatico ha voluto restituire la «dignità» ai bambini che rischiavano di essere esclusi dalla mensa scolastica di Adro perché «morosi». Lo ha fatto anonimamente, staccando all’amministrazione un assegno di 10 mila euro (soldi che serviranno a ripianare i debiti di 24 famiglie morose) e impegnandosi a pagare i pasti dei bimbi poveri fino alla fine dell’anno. Un gesto che, però, non ricuce l’anima del paese bresciano, divisa tra chi «pretende il rispetto delle regole» e chi «non vuole o non può pagare la mensa dei figli perché troppo onerosa». Ieri mattina, davanti ai cancelli della scuola di via Padania, è andata in scena la protesta: da una parte i sostenitori del sindaco leghista, Oscar Lancini, che prima di Pasqua aveva minacciato di lasciare a digiuno i bimbi morosi; dall’altra i genitori insolventi fiancheggiati dalla Cgil.
Un paese, due anime. E sugli striscioni, srotolati davanti alla scuola, gli slogan non hanno lasciato spazio alla discussione: «Basta mangiare alle spalle dei somari lombardi». A dire il vero il clima era già teso dalla mattina, quando in Comune è arrivata una petizione firmata da 200 genitori «in regola con la retta». «Tutti risentiamo della crisi — si legge nel documento consegnato al sindaco — e tutti facciamo sacrifici. Non siamo un ente assistenziale, facciamo fatica anche noi a far quadrare i conti, ma è un dovere pagare un servizio che ci viene fornito». La risposta è tutta nel comunicato della Cgil di Brescia, che dopo la manifestazione ha ribadito: «Non possiamo che ringraziare il cittadino di Adro che ha deciso di disinnescare una situazione sempre più tesa, alimentata dal sindaco e dalla Lega Nord. È però evidente che l'assistenza e la beneficenza non possono essere la soluzione a problematiche del genere. Altre strade devono essere ricercate e soprattutto non è possibile che si lasci campo aperto a chi, in questo caso sulle spalle dei bambini, scatena una guerra contro chi ha di meno». Sul fronte opposto il primo cittadino del Carroccio non arretra di un passo, anzi affonda nuovamente: «La linea dura era la strategia migliore per recuperare i debiti. Fino a settembre saremo coperti grazie alla donazione dell’imprenditore. Ma poi cosa succederà? La mensa scolastica è un servizio e come tale non è obbligatorio. Se non ci saranno le condizioni, da settembre potrebbe scomparire del tutto».
Ora, io da imprenditore offro un servizio, ovviamente a pagamento, non puoi permetterti il servizio? Non cerchi di usufruirne gratuitamente. Traduzione per i meno svegli, o mi paghi le fatture o arriva l'ufficiale giudiziario, non vedo perché per i meno abbienti debba essere diverso. Queste ventiquattro famiglie (mica pizze e fichi) non sono mai state obbligate ad usufruire di tale servizio. Non hai i soldi per far mangiare tuo figlio alla mensa scolastica? Gli prepari un panino col salame e te la cavi con due euro. Forse però è più comoda la loro soluzione. Se non altro è più economica. Chiaramente, la CGIL, sempre alla ricerca di nuovi iscritti, ora li recluta nelle scuole, dove andremo a finire, mi chiedo.

domenica 4 ottobre 2009

Picche e teste mozzate


Anni fa mi capitò per le mani un libro, Gomorra. Lo lessi, mi piacque, anche se scritto in modo abbastanza semplicistico, le storie ivi contenute raffiguravano una Campania buona da bruciare, mi è rimasta impressa una frase, riporto a memoria,"Le Beretta 9x che per qualche sconosciuto motivo vengono chiamate dai camorristi M9". Ora, senza farla troppo lunga e difficile, se non lo sai, basta usare Google per scoprire che M9 è la codifica della Beretta 9x negli Stati Uniti, ci rimasi male, una nota stonata in un libro carino. Poi scoprii, ascoltai, l'autore, uno dei peggio comunisti paraocchiuti che la nostra Repubblica abbia mai ospitato.
Questo bellimbusto ieri arringava la folla dal palco di Piazza del Popolo a Roma.
Trecentomila partecipanti, dicono loro, circa sessantamila, dice la questura, una volta semplicemente raddoppiavano, ora non è più così, c'è la crisi, anche loro si stanno adeguando, ma, ne abbiamo già parlato.
Argomento principe di questo week end, la libertà di stampa.
Il fatto che, secondo i soliti bei faccioni (Concita De Gregorio in primis), Berlusconi non potrebbe portare in giudizio (civile) L'Unità, a causa del Lodo Alfano, blatera (ad Annozero e Ballarò) di una fantomatica par condicio in campo legale, non sa la Concita che il Lodo Alfano protegge il nostro beneamato Lìder (o meglio, le 4 più alte cariche dello stato) da processi di natura penale? Secondo me lo sa ma fa finta di nulla e tira dritto per la sua strada. Tanto di beoti che le danno retta ce ne sono fin troppi. Di conseguenza, la par condicio, seguendo il di lei ragionamento, verrebbe rispettata. Come ha detto il buon Belpietro ad Annozero paragonandola alla D'Addario (che è stata candidata per i suoi favori sessuali, dicono loro) "Si vede che lei è più brillante di te". Soprassediamo, il fatto di essere donna, comunista e direttrice de L'Unità sono già tre discriminanti sufficientemente pesanti.
Fosse finita qui, ricordo come fosse ieri la querela, poi ritirata, a Giorgio Forattini da parte di D'Alema riguardo il dossier Mitrokhin, il punto, è che tutti questi bei simpaticoni schierati in piazza per sostenere una libertà di stampa pressoché assodata, son quelli che campano a suon di querele, Di Pietro in testa, seguito da D'Alema, Prodi, Dini e chi più ne ha più ne metta.
Io la chiamo ipocrisia, persone meno educate userebbero termini diversi, persone meno civili avrebbero già risolto il problema tramite l'utilizzo corde e nodi scorsoi.
Veniamo all'argomento clou della giornata, Napolitano, presidente che, vista l'estrazione politica, al tempo della sua elezione mi fece storcere il naso ma che, con il passare dei mesi, si dimostra migliore di tanti suoi predecessori.
In visita a Rionero mentre un cittadinotto con vaghe conoscenze riguardo al funzionamento della promulgazione delle leggi in Italia gli chiede di non firmare per lo scudo fiscale risponde:
"Non firmare non significa niente. Nella Costituzione c'è scritto che il presidente promulga le leggi. Se non firmo oggi il parlamento rivota un'altra volta la stessa legge ed è scritto che a quel punto io sono obbligato a firmare. Questo voi non lo sapete? Se mi dite non firmare, non significa niente"
Questa frase, che andrebbe sbattuta in faccia a Di Pietro ed ai suoi sostenitori m'ha fatto pensare, è possibile che il pueblo non sia a conoscenza del funzionamento del governo e si faccia abbindolare dai soliti politici e giornalisti manipolatori della verità? Si, è fin troppo possibile, la maggioranza, relativa e senza premio degli italiani non sa nulla, vede la politica come una partita di calcio, è di sinistra perchè i loro valori morali sono superiori e, se si scopre che Sircana va a travestiti non è un problema. Bisognerebbe promulgare una campagna per l'informazione del comune cittadino (pueblo) riguardo i meccanismi politici, introdurre lo studio della costituzione nelle scuole. Chiaramente mi rendo conto che un .300 Ultra Magnum costa molto meno.
Ora, un minimo di ragionamento è necessario.

art. 290 Codice Penale
Vilipendio della Repubblica, delle Istituzioni costituzionali e delle Forze armate
Chiunque pubblicamente vilipende la Repubblica, le assemblee legislative o una di queste, ovvero il Governo, o la Corte costituzionale, o l'ordine giudiziario è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000.
Giusto per citarne quattro. E pensare che c'è gente che lo stima, che crede in lui, che pende dalle sue labbra. Il bel paese è pieno di gente ignorante e disinformata. Informarla è inutile, questi sedicenti sinistrorsi non vogliono sapere qual'è la verità, c'è gente che difende Beppe Grillo con frasi quali "I suoi spettacoli costano tanto ma lui usa quei soldi per difenderci, non per comprarsi ville o barche". Finchè rimbambiti di tal specie rimarranno a piede libero e non con le teste mozzate affisse su picche alle porte delle città, come possiamo solo sperare che le "cose" si sistemino?

Una su tutte, ma la CGIL e gli insegnati disoccupati, che ci facevano ieri in piazza? Solidarietà o antiberlusconismo?

- dieci, cento, mille, Maurizio Belpietro -

martedì 16 giugno 2009

Un riflesso antico


Giovedì 19 febbraio dopo la Caporetto della sinistra:
Roma - E' un addio amaro, quello di Walter Veltroni. Nonostante dica di lasciare "sereno e senza sbattere la porta" il suo discorso è pieno di rammarico. "Sognavo un partito nuovo e aperto. Non ce l’ho fatta e chiedo scusa per questo. Sento di non aver corrisposto alla spinta di innovazione". Tutto ciò è accaduto per un motivo, precisa, "ho seguito un riflesso antico che io considero un valore: il tentativo di tenere tutti uniti. Anche se poi, come spesso succede, non ci si riesce". E sul futuro apre ai giovani: "Penso che il passaggio dei prossimi giorni si dovrà accompagnare all’avanzare di forze e energie nuove, ad esperienze legate ai territori e ai nostri amministratori". E soprattutto: "Al mio successore non chiedete con l’orologio in mano di ottenere dei risultati perché un grande progetto ha bisogno di anni e non si realizza in quattro mesi". Veltroni biasima proprio quella "sindrome di logoramento" che ha portato a "bruciare molte leadership nel centrosinistra. Liberiamoci dalla logica che ci ha portati in sei anni a cambiare sei o sette leadership, mentre Berlusconi, se vincesse o perdesse, è rimasto al suo posto. Questa logica ci ha fatto male perché ha trasmesso un’idea di precarietà". Agli avversari interni la richiesta finale: "Non fate agli altri quello che è stato fatto a me".

E' pieno di rammarico l'ex leader dei democratici. "Berlusconi ha vinto la battaglia dell'egemonia perché con i suoi mezzi ha stravolto il sistema dei valori e ha costruito un sistema di disvalori contro i quali bisogna combattere con coraggio" si lascia sfuggire. L'ultimo attacco all'avversario che, insieme ai contrasti interni, l'ha affossato: "Berlusconi ha stravolto i valori e costruito un sistema di disvalori contro i quali bisogna combattere con coraggio, va fatto un lavoro profondo nella società. Dire queste cose non è anti-berlusconismo, ma è esercizio della critica che in democrazia è un valore".

Oggi, dopo l'apocalisse della sinistra:
L’idea che la scena politica venga quotidianamente occupata da D’Alema, che si torni a parlare di «inciuci», deve essere sembrata intollerabile a Walter Veltroni che ieri ha preso carta e penna e ha annunciato un convegno tutto suo per il prossimo 2 luglio dal titolo assordante «Indietro non si torna». Il War Game del Pd è appena ricominciato. Gli eserciti sono sparpagliati, alcuni drappelli si sono dispersi, ma i generali sono sempre gli stessi appollaiati su cavalli sfiniti. Stretto fra i due azionisti di maggioranza, o delle due più importanti minoranze piddine, Franceschini fa sapere di aver sciolto la riserva e che è pronto, dopo i ballottaggi, a ricandidarsi. Ci ha ripensato. Chissà quante altre volte capiterà.

È uno «stop and go» che fa parte di una precisa strategia congressuale. Rinuncio, vedo che succede, mi ricandido. Attorno a lui il caos è completo. La componente Ds è in piena fibrillazione, gli ex margheritini sono divisi fra gli ex popolari che cercano l’accordo con D’Alema e la componente rutelliana che potrebbe rompere con il partito sul super-gruppo europeo con i socialdemocratici, infine i veltroniani divisi fra chi cerca un candidato «giovane» e chi, a certe condizioni, potrebbe convergere su Franceschini.
Quante possibilità ha il segretario uscente, che aveva promesso di non ricandidarsi, di restare al suo posto? La scena è piena di protagonisti ma sarà dominata dal ripetersi del grande duello fra Veltroni e D’Alema. Anche le strategie cominciano a diversificarsi. C’è chi pensa di ripartire dal Lingotto (Veltroni e i «giovani»), chi punta al partito unico della sinistra che metta insieme tutta l’opposizione e c’è chi, D’Alema in primis, pensa a un segretario che abbia in testa il governo di solidarietà nazionale.
Fonte: Il Giornale.it

Concludo con un simpatico filmato di repertorio.



Parte prima, i problemi degli italiani ed un "voi ci avete eletto per risolverli, oggi non governiamo" Allora, se qualcuno ti ha eletto governi... giusto per una questione di coerenza con la lingua italiana e col pensiero lineare, poi cosa propone? Aumento delle pensioni e sussidio di disoccupazione, tassando chi? Ecco...
Continuiamo: "La maggioranza ha bocciato in parlamento tutte le nostre proposte" e per forza non avevano idea di cosa fosse la copertura finanziaria.
Veniamo al piagnisteo finale: "Io mi sto confrontando con un avversario che ha mille volte più potere di me, che controlla tutto che ha i miliardi, le televisioni ma farò questa battaglia fino in fondo semplicemente perché sento che è il mio dovere, c'è di mezzo il futuro della nostra democrazia, c'è il rischio di risvegliarsi dopo le elezioni di giugno in un paese finito sotto un padrone assoluto..." bla bla bla...
Fa quasi tenerezza, scende una lacrimuccia a sentirlo parlare così.
Le elezioni di giugno son passate, mi son svegliato in un mondo libero dal comunismo...

giovedì 11 giugno 2009

L'internazionale del buonismo

"Povera, triste Italia, costretta a rubare ai poveri". Questo il commento di Bob Geldof al rapporto diffuso oggi dall'organizzazione 'One', in cui si denuncia il "totale fallimento" dell'Italia nel rispettare l'impegno di aumentare gli aiuti allo sviluppo per l'Africa.

Allora, va bene tutto, ma questo no. Siamo in piena crisi, la disoccupazione avanza, abbiamo tutti e, dico tutti (sottoscritto compreso), problemi a recuperare crediti e questo simpatico cantante si permette di criticarci perchè non aiutiamo i negri? Come già detto e ripetuto innumerevoli volte "se dio (uno a caso) ha un progetto per l'Africa (Ebola, AIDS, Marburg) chi è l'uomo per opporsi".

Io quest'anno ho avuto un calo del 25% nelle entrate, chi mi aiuta? Satana?

La soluzione per l'Africa ed il terzo mondo in generale è sempre la stessa, armiamoli... penseranno i vari signori della guerra a fare il resto, eccidi, fosse comuni, pulizie etniche, quello che vi pare, ma basta con queste rotture di palle, perchè io "moderatamente ricco" devo aiutare il povero, povero che vive di aiuti uanitari, povero che se lasciato a se stesso non è in grado, sia per situazione sociale sia per quoziente intellettivo di ergersi al mio (nostro) livello?

Le trombe dell'internazionale comunista squillano fragorose come sempre:

"Povera, triste Italia il fatto che la loro economia si trovi in condizioni così disastrose, tali da costringerli a rubare ai poveri, a sottrarre risorse ai malati e a privare i giovani dell'istruzione è qualcosa di semplicemente incredibile".

Ennesima dimostrazione che il Bob internazionale, quello che sa dell'italia lo ha letto su El Paìs, l'ignoranza cronica dimostrata in questa frase dovrebbe far indignare quelli che si fanno il culo e pagano le tasse, nonostante tutto. Ma ecco che orde di rincitrulliti osanneranno queste parole e criticheranno il buon Silvio (santo ma non subito) e l'operato di questo governo, eh si perchè secondo lui (Bob) è meglio aiutare i poveri negretti che dare una casa ai terremotati abruzzesi, ricordo quand'ero bambino "i bambini del Biafra non hanno cibo, te devi considerarti fortunato", ed in tivù le solite immagini del bambino rachitico, io quel bambino del Biafra non lo conosco, spero sia morto, un parassita in meno da sfamare.

Per la direttrice di Africa One, Edith Jibunoh, il G8 ha eseguito "male" i propri compiti. "Si e' arrivati a questo punto perche' due paesi in particolare, la Francia e l'Italia, hanno trascinato verso il basso il resto del gruppo", ha spiegato. "L'Italia e la Francia da sole sono responsabili per l'80% di questo insuccesso". Complessivamente, gli aiuti economici per l'Africa sono cresciuti negli ultimi cinque anni, consentendo a 34 milioni di bambini di frequentare la scuola e a 3 milioni di persone di ricevere cure per l'Aids. Ma la relazione di One avverte che almeno la meta' dei paesi africani che hanno avuto la cancellazione del debito attraversano una fase di indebitamento cosi' veloce che presto si troveranno di nuovo in difficoltà.

Molto interessante, si evince che nonostante gli aiuti gli sian stati dati li hanno sperperati, causa quello che vi pare, malgoverno, idiozia dilagante che non bastano e ne vogliono ancora. Splendido, perchè allora la simpatica Edith Jibunoh che sicuramente è più ricca di me, non mi mantiene? Anche io sono perfettamente in grado di sputtanare milioni in armi e birra. Già la cancellazione del debito ai negri, decisione che capisco ma non accetto, è stat proprio un grosso aiuto... adesso impegnamoci a buttare nel cesso altri quattrini, già già... casualmente... con chi se la prendono? Italia e Francia, chiedetevi, cos'hanno in comune?

- Ognuno ha ciò che si merita -

mercoledì 18 febbraio 2009

No You Can't

BEFORE
AFTER

MEANWHILE...

Il Pdl: continuano ad insultare Berlusconi
Dal centrodestra non si apprezzano le ultime bordate di Veltroni a Berlusconi («ha vinto una battaglia di egemonia nella società, perché ha avuto i mezzi e la possibilità anche di stravolgere i valori della società stessa, costruendo un sistema di disvalori contro i quali bisogna combattere con coraggio»). Per il presidente del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, «la politica dell’astio, dell’insulto, dell’antiberlusconismo ha portato Veltroni alle dimissioni. La sinistra si deve forse interrogare su un fallimento che è strutturale e non continuare a buttarla come sempre in polemica». Gaetano Quagliariello incalza: «È sconcertante che nel giorno in cui ha dovuto ammettere la sua sconfitta e gettare la spugna rassegnando le dimissioni, Walter Veltroni non abbia rinunciato ad insultare Berlusconi. Vuol dire che delle ripetute sconfitte subite non si è capito davvero nulla». E il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, chiosa: «È un’altra prova dell’impossibilità da parte di alcuni esponenti politici di compiere un sofferto quanto necessario atto di verità e di manifestare una piena assunzione di responsabilità».

martedì 22 gennaio 2008

Avanti Popol... ehm...

Era nell'aria da giorni. Il mio amico Cucci m'ha chiamato di recente dicendomi "Mastella è andato a casa...".
"A tenere compagnia alla moglie". Ho risposto io.
E' andata più o meno così.

Era nell'aria da giorni. Trepidavamo nell'attesa e nella speranza. E da lontano riecheggia "E forza italia... perchè siamo bellissimi...".

Era nell'aria da giorni, ma oggi (ieri) la tragedia s'è abbattuta su questo governo fantoccio, ostaggio della sinistra più becera. Ma non da lì è arrivata la stoccata finale. Il colpo inferto con una durezza inusitata è arrivato dal centro, da quel centro che prometteva stabilità e faceva da garanzia al pueblo che storie come quella della primavera di Praga non si sarebbero mai ripetute.
Io non approvo Mastella, nè le sue idee cattocomuniste nè l'operato da maneggione. Mi sono informato, ne ha fatte di cotte e di crude. Quello che ha fatto oggi però mi riempie di gioia. Altro che spallata. Questa è stata una cannonata nei maroni. Ed ora via, verso libere (mah) elezioni. Spero solo di non beccarmelo nella prossima maggioranza.

Sarà così? Dubito, dubito...

Prodi apparentemente non ha alcuna intenzione di ammettere la caduta, da arcaico politico DC è saldamente adeso alla sedia. Procede come un carro armato e rifiuta la realtà, nessun Presidente del Consiglio nella storia della repubblica aveva mai perso così tanti punti percentuale nei confronti dell'elettorato in così poco tempo. Un governo che sopravviveva a suon di verifiche. No, granitico ed ottuso come il bradipo eccolo (ROmano) che avanza dritto per la sua strada. Ed inciampa sul ceppalonico campanile.

Purtroppo le opzioni sono troppe, referendum? Governo di transizione? Elezioni subito? Anche qui non sappiamo cosa scegliere, sicuramente un governo di transizione fino alla nuova legge elettorale, così come il referendum ai piccolini, a quelli con "una percentuale da prefisso telefonico" tanto per citare l'amico Silvio sarebbe scelta sgradita. Rimangono le elezioni subito, con questa strana legge elettorale ma la garanzia di vittoria.
I tempi sono maturi e, per continuare la serie delle citazioni canore e motivetti d'altri tempi:

April non giunge con vol di colombe:
lancia dai cieli pioggia di bombe,
scaglia siluri a colpi sicuri!
È l'aprile d'Italia che gloria ci dá.
Percossa e sconvolta
dal basso e dall'alto
tu non resisti, non resisti al nostro assalto!

Eh si, aprile e nuove elezioni, son pronto a giocarci la testa di Pecoraro Scanio. Come? Lui non è d'accordo?

...Vedremo.